Manca poco più di un mese alla data delle elezioni. Ecco un riepilogo di quello che è successo nel Lazio, di quali sono i candidati, i sondaggi, le regole elettorali.
Per approfondimenti e informazioni più aggiornate: Lazio2005
[Le coalizioni]
Il centrodestra scende in campo con i partiti della Casa delle libertà: Forza Italia, UDC, Alleanza Nazionale e Lega Nord. Ma Storace è appoggiato anche da alcuni "movimenti" vicini alla Destra Sociale, come il Trifoglio, la Costituente Democratica-Cristiani d'Europa e i Papaboys, e da una lista personale: la Lista Storace. Ha annunciato il suo appoggio anche Pino Rauti.
Con il centrosinistra si sono schierati tutti i partiti dell'Unione: DS, Margherita, SDI e Repubblicani Europei (che si presenteranno con la lista unica Uniti nell'Ulivo), Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Italia dei valori, UDEUR e Verdi per la pace. Inoltre appoggiano la candidatura di Marrazzo una lista personale del candidato (Lista Marrazzo) e la lista Consumatori uniti con Marrazzo. Ad appoggiare la candidatura di Marrazzo anche il movimento Democrazia diretta. Con Marrazzo anche le liste Forza Roma e Avanti Lazio.
[La campagna elettorale]
La campagna elettorale è iniziata in realtà molti mesi fa, a partire
dalle ultime elezioni europee. Sulla scia del buon risultato ottenuto
dal centrosinistra, i DS hanno impostato la campagna
con lo slogan: "Regione Lazio, è meglio cambiare". AN ha controbattuto
manifesto su manifesto, con lo slogan: "Regione Lazio, è meglio
Storace".
Nel Lazio i giochi sono più o meno definiti da tempo. A
differenza di altre regioni, infatti, il centrodestra ha scelto in anticipo il suo candidato presidente, l'uscente Francesco Storace.
L'attuale consiglio regionale è infatti in mano al centrodestra.
Il centrosinistra ha scelto di candidare invece l'ex presentatore tv Piero Marrazzo.
A fine gennaio anche Alessandra Mussolini ha annunciato la sua candidatura, per Alternativa Sociale, coalizione di estrema destra.
Si voterà il 3 e 4 aprile del 2005.
Gennaio è stato dominato dalla polemica su Gramazio, esponente romano della Destra Sociale di Alleanza Nazionale, posto da Storace a capo dell'Agenzia Sanitaria regionale, in seguito alle sue dichiarazioni in Israele, pochi giorni prima della giornata della memoria.
Sono poi venute fuori le polemiche per un programma tv (Otto e mezzo) in cui Marrazzo ha sbagliato il prezzo del biglietto dell'autobus.
All'interno della coalizione di centrodestra ci sono stati problemi con l'UDC a Civitavecchia e problemi interni ad AN a Latina. Il capogruppo UDC al comune di Roma è passato con il centrosinistra: sarà candidato nella Lista Marrazzo. Inoltre Storace ha cercato l'appoggio del PRI. Alcuni esponenti locali di centrodestra hanno abbandonato Storace.
Nel centrosinistra ci si è scontrati sul problema (nazionale) dei radicali, tuttora irrisolto.
La Lista Marrazzo ha creato all'inizio malumori nel centrosinistra, soprattutto da parte dei Verdi.
La candidatura di Marrazzo è stata appoggiata da una lettera di Enzo Biagi.
Una dirigente della Margherita è passata con Storace. E sono scattate le polemiche interne.
Contro Storace sono pressanti le critiche dei movimenti femministi, per la legge sui consultori.
Le polemiche tra i due poli si sono poi incentrate sui finanziamenti regionali ai trasporti.
Storace ha rilasciato molte dichiarazioni sulla vicenda del rogo di Primavalle di 32 anni fa. E' poi andato il 10 febbraio a celebrare i morti delle Foibe.
A metà febbraio sono diventate roventi le polemiche sugli spazi informativi preponderanti per Storace e sulle violazioni della legge elettorale da parte di Forza Italia.
Altri candidati, sia di destra che di sinistra, avrebbero anch'essi violato la legge elettorale, facendosi pubblicità su internet.
Tra l'altro Storace ha una radio tutta sua: radio cuore tricolore. Secondo alcuni studi, Storace dispone anche di maggiori risorse finanziarie. Marrazzo ha anche polemizzato per una presenza annullata nel programma di Maurizio Costanzo.
Storace a fine febbraio ha distribuito in tutte le scuole un libretto propagandistico (per i ragazzi dell'ultimo anno della scuola media superiore) su Mazzini "anticomunista", suscitando polemiche.
[I programmi]
Marrazzo si è presentato con dei manifesti in cui è al centro tra Gasbarra (presidente della provincia) e Veltroni (sindaco di Roma). Punta molto sull'unità fra gli enti locali.
Sostiene di provenire da una cultura di "socialismo libertario e democratico".
Ha puntato sul problema casa e sulla collaborazione con i movimenti, ma anche con gli imprenditori. Marrazzo si è incontrato con vari comitati, tra cui quello di Civitavecchia contro la centrale a carbone.
Ha parlato di reddito di cittadinanza e ha promesso una legge quadro sull'urbanistica. "Dal welfare state bisogna passare a una welfare society", ha detto a margine di un incontro con le comunità di recupero per i tossicodipendenti. Ha presentato il programma per una buona sanità, criticando la precedente giunta.
Marrazzo ha annunciato che anche in caso di sconfitta non tornerà in RAI.
Storace punta sugli oratori, su quanto fatto per la sanità, per l'agricoltura. Ha inoltre inaugurato una missione nello spazio della regione. Ha inaugurato il CREL (Consiglio Regionale per l'Economia e il Lavoro). Ha varato uno statuto regionale in cui si parla di radici cristiane e dei valori della vita.
Storace ha annunciato che se perderà, resterà comunque alla regione a fare opposizione.
Il confronto diretto tra i due candidati non c'è ancora stato, e forse non ci sarà.
[Le regole]
Storace ha varato una legge elettorale nuova, proprio a gennaio.
La legge ha aumentato il numero di consiglieri. Ora sono 70. Di questi,
56 sono eletti proporzionalmente e 14 sono dati in "premio" al
candidato vincitore (con più voti). I 14 sono presi da uno speciale
"listino".
I 56 consiglieri scelti col proporzionale saranno eletti nelle 5 circoscrizioni corrispondenti alle province del Lazio.
Quindi ogni partito presenterà liste distinte in ogni provincia.
[Le liste e i candidati]
La lista Storace ha come capolista l'ex rettore della "Sapienza" Giuseppe D'Ascenzo.
Tra gli altri candidati Alessia Calanni, l'ex calciatore della Lazio Felice Pulici e quello della Roma Sebino Nela. Nella lista Storace anche il "candidato Gerri", esponente del movimento di estrema destra che organizza le "occupazioni non conformi" a Roma. Qualche polemica ha suscitato la candidatura di Augusto Pagliarelli a Frosinone. E' il presidente della camera di commercio.
Alleanza Nazionale ripresenta la sua folta schiera di consiglieri uscenti (tra cui Gargano, Augello, Aracri, Rampelli).
Forza Italia presenta Bud Spencer. Ma anche (pare) il figlio del ministro Pisanu e il nipote di Previti.
La lista Marrazzo ha come capolista Luigina Di Liegro, nipote del fondatore della Caritas e portavoce della Fondazione Di Liegro. Tra i candidati anche Fabio Croce, della comunità gay, Claudio Pistolesi, ex tennista e Fabio Cortese, telegiornalista Rai.
La lista Uniti nell'Ulivo si divide tra DS e Margherita, presentando tutti i consiglieri uscenti. Probabile capolista sarà Mario Di Carlo, attuale assessore al traffico al comune di Roma.
La lista dei Comunisti Italiani sarà capeggiata da Alessio D'Amato, attuale consigliere regionale.
La lista Consumatori Uniti ha come capolista Bruno De Vita, editore di Tele Ambiente. Tra i candidati Massimo Marino, conduttore "porcino" della notte romana.
I verdi hanno come capolista Angelo Bonelli, già consigliere regionale. Tra i candidati Stefano Cresta, "misterparchilazio".
Rifondazione Comunista si presenta con capolista Luigi Nieri, attuale assessore alle periferie del comune di Roma. Tra i candidati Adriana Spera e Mauro Cioffari.
La lista Di Pietro presenterà tra gli altri alcuni noti magistrati romani.
La lista Forza Roma avrà come capolista l'ex calciatore Antonio Di Carlo.
La lista Avanti Lazio avrà invece come candidato capolista Gabriele Paparelli, figlio del tifoso ucciso allo stadio nel 1979.
[I sondaggi]
I sondaggi
danno alternativamente in vantaggio Storace o Marrazzo, con percentuali
alte (tra il 4 e il 9%) anche per il terzo candidato, Alessandra Mussolini. E' forse la regione
più in bilico tra le 15 che vanno al voto.
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