ApoLab/4: homeworks (Pico)
Ho studiato giornalismo su Second Life.
Cronache, impressioni e stimoli da un laboratorio online
di Pico Miles
«Ma tu guarda che occasione interessante, proprio però, dannazione, in questo mese che farò le nottate per rispettare la solita scadenza annuale di fine mese! Come faccio a non lasciarmela scappare?».
Con questa angoscia nella mente apprendo del corso di giornalismo on line che unAcademy e Apogeonline propongono su Second Life agli interessati.
E continuando a rammaricarmi, tra me e me, per la quasi certezza di non poter cogliere l’occasione di assecondare la vecchia passione dell’adolescenza, cuffie in testa, partecipo alla prima lezione, rispondendo al “maestro”, che vuol conoscere come intendo seguire il corso, se da uditore o da praticante, che non posso impegnarmi nei cosiddetti homeworks, i compiti a casa, per via degli impegni pregressi.
Ma è passione che risale all’adolescenza, quella del giornalismo, vissuto come impegno civile e successivamente e occasionalmente anche come opportunità divulgativa legata alla professione di informatico; diciassettenne scrissi il mio primo articolo per il giornalino del gruppo di volontariato giovanile per “denunciare” l’inaccessibilità agli studenti della biblioteca comunale a causa dell’orario d’apertura solo mattutino, quando questi sono a scuola (il classico servizio comunale del paesone del sud tenuto in vita tanto per giustificare lo stipendio del bibliotecario che non per servire ai reali bisogni dell’utenza). La possibilità di coltivarla successivamente nella locale redazione di un curato e apprezzato mensile locale dove un buon maestro, in breve tempo, migliorò le mie capacità di scrittura insegnandomi a riconoscere e a tagliare il superfluo e far stare in una cartella ciò che prima stava in tre, per ragioni di spazio. Il recente ritorno alla passione civile, vissuta localmente dalle colonne di un piccolo giornale locale e su qualche blog per raccontare e anche manifestare “sofferenza” verso ciò che non funziona, tentando di suggerire dibattiti o possibili soluzioni. L’occasione ghiotta, infine, di frequentare un corso di giornalismo, per di più rivolto al proprio settore professionale, per affinarsi e apprendere di più.
La settimana dopo, incredulo, il mio articolo è sulla prima pagina di Apogeonline. Parla di un mini avatar che si muove sullo sfondo di una pagina web e socializza con gli altri; un software per il social network, già, come Second Life, lo stesso software che mi permette, stando comodamente seduto a casa mia in pigiama e pantofole, di seguire, da un non tanto sperduto quanto comunque remoto paese della Sicilia, il corso di giornalismo on line tenuto da Sergio Maistrello, coordinatore editoriale di Apogeonline, e di interagire con il mio insegnante, collegato da qualche parte dell’alta Italia, e con gli altri, “compagni” di corso e osservatori: Martha collegata, come me, dalla Sicilia, Capriccio da Napoli, Asya che segue interessata da Roma (ma lei è già giornalista, e dirige lo stupendo magazine 2L), Junikiro che non si sa bene da dove (lui che è sempre in giro per l’Italia), severo e minaccioso sovrintendente dell’evento (povera Capriccio che sofferenza quel microfono che non voleva saperne assolutamente di chiudersi), le iperattive ed elettriche Roberta e Velas che seguono dalla Lombardia, Zygmunt dall’estrema periferia nord-orientale dell’Italia e tutti gli altri amici e amiche di unAcademy conosciuti in questi ultimi quattro mesi dell’anno trascorso su Second Life che seguono interessati il docente svelarci i misteri di un mestiere che da sempre appassiona.
Ma la sorpresa non è finita e non si limita alla stupefacente possibilità di superare barriere fisiche e geografiche per potersi ritrovare tutti insieme “realmente” in un comune luogo, cosiddetto “virtuale”, a attingere preziose informazioni; inaspettatamente la moglie di chi sta raccontando, apprezzata docente di italiano e latino nel locale e prestigioso liceo classico cittadino (piccolo liceo di provincia ma che si distingue per avere selezionati i propri studenti dalla Normale di Pisa, o che vede gli stessi piazzati nei vari certamen di Latino che si svolgono in giro per l’Italia), piuttosto scettica e giustificatamene dubbiosa per via delle prevalenti attività di tipo “fun” che vede svolgersi in Second Life, sbirciando tra le slide del bravo Maistrello ne nota alcune che pensa bene di prendere per distribuirle il giorno dopo tra i suoi a volte distratti discenti e rinfrescar loro le regole di un buon italiano.
In effetti Maistrello, che finge di temere di apparire pedante, per via della sua attenzione “maniacale” verso i dettagli, riuscendo a scavalcare i confini, pur esistenti, tra mondo digitale e mondo “reale”, ci impartisce alla fine la grande lezione di quanto l’attenzione verso questi sia particolarmente importante per poter svolgere al meglio, e senza approssimazioni, qualsiasi cosa si voglia fare, in qualunque campo.




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