ApoLab/1: homeworks (Martha)
E-paper e nuovi mezzi di informazione
di Martha Nieuport
È stata presentata all’ultima edizione della Fiera del Libro di Torino, a seguito di un accordo con Simplicissimus Book Farm, la versione e-ink del quotidiano «La Stampa» ottimizzata per il lettore iLiad. Con questa iniziativa l’Italia si pone all’avanguardia rispetto a gran parte dei paesi europei nel campo della diffusione del giornale elettronico basato sulla tecnologia e-paper (se si esclude il precedente del quotidiano economico Les Echos in Francia).
Antonio Tombolini, CEO della Simplicissimus, precisa che saranno necessari ancora 3 o 4 mesi prima di definire compiutamente il progetto, ma una volta entrato a regime, potremmo davvero immaginare un profondo cambiamento nelle forme di fruizione dell’informazione.
Infatti, nonostante i lettori mobili di e-book e l’inchiostro elettronico siano entrati in commercio in tempi abbastanza recenti e la loro diffusione riguardi ancora un mercato di nicchia, le caratteristiche di quest’ultima innovazione tecnologica potrebbero portare ad un uso di massa.
Un elemento determinante nel nuovo dispositivo è che l’e-paper riflette la luce come un giornale di carta, con una resa di immagine nitida da qualsiasi angolazione e perfino sotto il sole, a differenza dei comuni display che illuminano i pixel attraverso una luce retroattiva.
Questa proprietà, accompagnata alla maneggevolezza, all’usabilità e al basso consumo del dispositivo, lascia prevedere uno scenario in cui i lettori potrebbero preferire alla carta stampata l’opportunità di ricevere il giornale da qualsiasi parte del mondo, via wi-fi, navigando tra le pagine del giornale, senza rinunciare a sottolineare e ad archiviare «ritagli elettronici».
Eppure, nonostante stiamo procedendo verso un’epoca in cui «sempre più persone leggeranno sempre più parole da sempre più schermi e sempre meno parole da un numero sempre minore di pagine», come osserva Cory Doctorow, il giornale cartaceo, almeno nell’immediato, non dovrebbe essere rimpiazzato da quello elettronico, per il semplice rilievo che ogni innovazione tecnologica tende ad integrare e ad ammodernare quelle esistenti, senza che questo comporti automaticamente un loro abbandono.
Attualmente continuiamo a fare ricorso a libri, giornali cartacei, radio, televisione, internet, telefoni fissi e telefoni cellulari, senza che nessuno di questi mezzi di comunicazione e di informazione risulti interamente sostituito dall’altro. È vero che siamo in una fase di grande mutazione e che, in prospettiva, potrebbe realizzarsi un predominio di alcuni mezzi rispetto ad altri, ma, quanto meno in tema di lettura, è bene ricordare quanto sosteneva alcuni anni or sono Umberto Eco, distinguendo tra libri da consultare e libri da leggere.
Il libro, e possiamo includervi per analogia anche il giornale cartaceo, rappresenta (come la ruota, il coltello, il martello) una forma. E questa forma è studiata in funzione della nostra anatomia in un modo che, per quanto sia possibile intervenire sui dettagli, ne rimane immutata l’essenza.
Probabilmente il tradizionale libro con i suoi fogli di carta, soddisfa esigenze troppo profonde e interiori per essere in ugual modo appagate da un supporto elettronico. Se non altro, perché comunemente associamo alla lettura di un libro («da leggere», secondo la distinzione fatta da Eco) un’idea di abbandono e di introspezione che difficilmente un lettore portatile potrebbe comunicare.
Ciò considerato, non è da escludere che in futuro e con l’evoluzione della tecnica, i dispositivi di lettura possano trasformarsi e adattarsi più facilmente alle nostre necessità. Si parla, ad esempio, di migliorare l’iLiad, giudicato tra i più completi lettori di ultima generazione, con uno schermo più grande, con l’uso del colore e addirittura con la possibilità di arrotolarlo.
Con questi perfezionamenti, e tenuto conto degli altri vantaggi che questa innovazione offre (a tacer d’altro, il risparmio della carta, uno dei costi in continua crescita dell’industria editoriale) è ipotizzabile un futuro in cui questi supporti affiancheranno in maniera sempre più consistente i volumi in carta.
Ma, più probabilmente, lo spazio dove il lettore di e-book potrebbe trovare un’adeguata affermazione sarebbe da individuare in quello della lettura da consultazione, essendo il dispositivo portatile per sua natura adatto alla velocità di informazione. Anche se non va taciuto che solo in presenza di una connessione wireless capillarmente diffusa nei locali e nei mezzi pubblici, esso potrebbe diventare uno strumento di uso quotidiano.
Al momento, un altro dei principali ostacoli alla divulgazione di questi devices è dato dai costi elevati che variano dai 300 ai 600 Euro, mentre probabilmente un dimezzamento del prezzo potrebbe attrarre nuovi lettori di news, similmente a quanto accaduto con la diffusione dei giornali on line che, grazie alle immagini, ai video e alla possibilità di interazione, hanno conquistato lettori anche fra chi non aveva l’abitudine di comprarli in edicola.
Resta da chiarire, in ogni caso, in che modo l’e-paper possa costituire una valida alternativa rispetto al web. Jeff Jarvis, ad esempio, sostiene che esso riporti due passi indietro rispetto alle opportunità offerte dalla rete in termini di link, multimedialità e interazione.




Complimenti, Martha :-)
un articolo molto interessante, davvero completo e ben documentato :-)
Scritto da: Pico Miles | maggio 14, 2008 a 04:23 p.
Caro Pico, dici così per amicizia, ma in realtà rispetto alla scioltezza dei vostri articoli, il mio ha un tono ingessato e burocratico che devo cercare di correggere.
Il tema mi interessava molto, ma l'aggancio con l'argomento di attualità me l'ha suggerito l'ottima Eliver Delphin, che ringrazio sempre.
Scritto da: Martha Nieuport | maggio 14, 2008 a 04:38 p.
Amicizia a parte, se non mi fosse piaciuto avrei potuto astenermi dal commento :-)
Non dico mai il contrario di quello che penso :-)
Scritto da: Pico Miles | maggio 15, 2008 a 01:43 m.