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Weblin
di Pico Miles
“Weblin, un avatar di tre centimetri si affaccia e chiacchiera su internet” questo il titolo di un articolo apparso su Repubblica nell’ormai lontano agosto 2007 annunciando in Italia l’esistenza di Weblin.
Ma, procediamo con ordine e cerchiamo di spiegare di cosa si tratta.
Weblin appare per la prima volta alla fine del 2006 come idea innovativa del tedesco Jan Andresen vincitrice dell’Innovation Prize Web 2.0 nella categoria "Digital Life - new forms of social interaction in the second generation Web" ed e’ prodotto dalla societa’, sempre tedesca, Zweitgeist GmbH di Amburgo.
Nel Marzo del 2007, la societa’ tedesca produttrice annuncia la fine del periodo di beta testing e rinomina il prodotto dal piu’ ostico e tedesco Zweitgeist al piu’ universale ed amichevole nome con cui lo conosciamo adesso: Weblin. Sempre nel Marzo del 2007, la Zweitgeist annuncia un accordo con la Microsoft per rendere disponibile Weblin all’interno di Windows Live Messenger. Infine, nel Giugno del 2007 l’italiana Lancia decide di tenere una conferenza stampa on line sul proprio sito internet utilizzando i mini avatar 2D di Weblin.
L’idea consiste nel dotare chi naviga sui vari siti internet con il proprio web browser (Internet Explorer, Firefox, ecc.), di un piccolo avatar 2D con il quale puo’ vedere altri avatar che in quel momento si trovano sullo stesso sito, permettendogli, a sua volta, di essere visto da loro e di poterci parlare pubblicamente (scrivendo in una nuvoletta - quella dei fumetti, per intenderci) o in privato; il tutto dopo aver scaricato ed installato, con pochi click del mouse, l’apposito e innovativo “social software” ed essersi scelto un piccolo avatar bidimensionale per essere rappresentati.
Mentre si naviga su internet, quindi, Weblin permette di portarsi dietro, da un sito all’altro, il proprio mini avatar 2D che intanto si e’ materializzato ai propri occhi come a quelli degli altri utenti Weblin, capace anche di sdoppiarsi infinite volte, tante quante sono le finestre o le schede del browser che si aprono durante la navigazione.
Weblin nasce, sicuramente, come tentativo di imitare in un ambiente 2D cio’ che avviene nei mondi tridimensionali alla Second Life, con l’idea dunque di portare nel mondo 2D parte delle cose che il 3D rende possibili.
Con Weblin e’ possibile sviluppare le proprie relazioni sociali come in Second Life o in una chat qualsiasi (Microsoft Messenger e simili), e’ possibile trovare amici, persone con gli stessi interessi, intrattenersi piu’ o meno amabilmente con loro o scambiare informazioni e opinioni.
Cio’ che rende singolare Weblin e’ tuttavia il fatto che tutto questo avviene nel contesto di una pagina web, all’interno di una cornice quale puo’ essere Internet Explorer o Firefox; a differenza di Second Life o di Messenger il proprio social network non si materializza in un ambiente “separato” ma all’interno dello sterminato mondo dei siti web tradizionali.
A differenza di Windows Live Messenger o di altri software simili (nei quali, quando si entra per la prima volta si e’ soli come in un deserto), e cosi’ come invece avviene in Second Life, quando si utilizza Weblin, la possibilita’ di instaurare rapporti con gli altri utenti e’ piu’ immediata; loro, gli altri avatar, sono gia’ li, dipende poi da ciascuno decidere se e con chi instaurare rapporti di amicizia o scambiare quattro chiacchiere o un’opinione.
Ma a differenza di Second Life, a parte la possibilita’ potenziale di entrare in contatto con un maggior numero di utenti di quelli che frequentano al momento il piu’ famoso metaverso (fossero anche solo una minima parte di quanti navigano sul web), con Weblin non e’ necessario rinnovare il proprio computer con uno nuovo di zecca o comprare nuovi componenti per renderlo sufficientemente potente da far girare un ambiente molto esigente di risorse come e’ appunto Second Life; in effetti, non e’ neanche necessario disporre di una connessione adsl (un mio amico, essendo attualmente disoccupato, non ha la possibilita’ economica di potersi permettere una connessione adsl e usa Weblin con una semplice connessione analogica da 56Kbit); quindi per usare Weblin si puo’ anche vivere in una zona periferica ancora non raggiunta dalla copertura adsl e non si ha la necessita’ di disporre di un costoso palmare con un altrettanto costoso servizio gprs o umts per superare la mancanza di copertura adsl.
Altro particolare importante, soprattutto da un punto di vista politico e sociologico, Weblin consente di mettere in atto, a livello 2D, forme di comunicazione sincrone laddove invece, generalmente, tali forme sono di tipo asincrono e, per di piu’, senza i limiti tecnici attualmente presenti ad esempio in Second Life, dove e’ particolarmente difficile far stare tutti insieme piu’ di sessanta avatar senza che la comunicazione ne risenta.
Per simulare in qualche modo la mappa di Second Life, in Weblin e’ possibile utilizzare la funzione Topcloud per vedere quali sono i siti web piu’ frequentati dagli avatar 2D di Weblin e potercisi cosi’ velocemente “teletrasportarsi” (per usare un termine mutuato da Second Life).
Certo Weblin non rappresenta l’alternativa ad un ambiente virtuale tridimensionale, soprattutto se pensiamo alle prospettive che il futuro ci riserva a tal proposito (non ci sara’ soltanto spazio per Second Life ma anche per altri emergenti mondi, costruiti magari su piattaforme opensource e architetture peer2peer, e verso i quali probabilmente anche Second Life dovra’ aprirsi ed evolversi con l’adozione di protocolli standard di comunicazione, ma di questo ci sara’ magari modo di parlare in altra occasione) ma un interessante tentativo per rendere semplice e diffusa a livello 2D la comunicazione sincrona.
E’ possibile cosi’ trovare avatar Weblin sui siti di Repubblica o del Corriere a scambiarsi commenti sulle notizie del giorno; c’e’ chi usa Weblin per costituire delle comunita’ digitali intorno ad un blog, ad un portale tematico o locale o per amplificare le possibilita’ relazionali tra i membri di tali’ comunita’; c’e’ chi usa Weblin per tentare l’approccio all’e-commerce, piazzando sui siti web piu’ frequentati un proprio commesso virtuale con tanto di logo aziendale associato e simulare cosi’ la presenza, gratutita, di un proprio punto vendita in una centralissima zona di una grande citta’ per poi accogliere con un altro (o con lo stesso) avatar commesso sul proprio sito gli avatar visitatori.
Insomma se l’idea avra’ successo, niente di piu’ probabile allora che vedere, in un eventuale prossimo futuro, Microsoft, Mozilla e gli altri produttori, decidersi a costruire ed integrare all’interno dei propri web browser le funzionalita’ e le possibilita’ che Weblin gia’ offre.
A chi e’ venuta la curiosita’ di volerlo provare, un invito a farlo senza indugi.




Ottimo articolo, Pico.
Ho già installato Weblin e sto cercando di capire.Per il momento ho notato che il programma non si attiva con Opera, che è il browser che utilizzo normalmente. Con Firefox, invece, va bene.
Certo, fa un po' impressione, se capita di andare a controllare la posta elettronica, vedere spuntare un manipolo di avatar in fondo allo schermo. Sono scappata subito :))
Scritto da: Martha Nieuport | maggio 14, 2008 a 01:43 p.
Tranquilla Martha,
la posta non te la vede nessuno :-)
(ma c'e' comunque il modo di impedire che l'avatar sia attivo su certe pagine) perche' il software fa riferimento al dominio e non alle singole pagine.
Complimenti anche a te per lo splendido articolo
Oltre che in SL, dunque, adesso ci vedremo anche sul web :-)
ciao :-)
Scritto da: Pico Miles | maggio 14, 2008 a 03:14 p.