Il lavoro di Rosa sui consumi in SecondLife rappresenta un altro inetressante evrsante di riflessione sui modi dell'abitare il metaverso e costruire i propri vissuti.
Lasciando la parola a Rosa, da leggere accompagnandosi con le immagini nell slide...
Il consumo in Second life come cultura partecipativa
1. basse barriere per il coinvolgimento e per l'espressività
Un’immane distesa di merci (gratuite, o quasi) Nella foto una sala del Shop freebie Metropol Sun Island, qui le merci esposte costano in realtà dai 15 ai 20 linden dollar, ma ce ne sono altri analoghi in cui è tutto free.
Il consumo in sl non ha barriere grazie alla disponibilità pressoché illimitata di oggetti free e la possibilità di far circolare oggetti free (così come ogni residente può creare oggetti e donarli agli altri: vedi punto 2 e 4). Le barriere sono basse, appunto (non inesistenti).
2. presenza di supporti per creare e condividere le proprie creazioni con gli altri (facilità di creazione e di condivisione)
L’uovo di Monica per unAcademy
In sl è possibile creare oggetti e condividerli con altri (si copiano nel loro inventory), come nel caso dell’uovo pasquale creato da Monica per i membri di unAcademy.
3. mentorship informale, per cui ciò che è conosciuto dai più esperti viene trasmesso ai novizi
Diamonds are a girl’s best friend
La mentorship è pratica diffusissima, relativamente sia alla modellazione dell’avatar (shape, skin, capelli) sia all’abbigliamento: nell’immagine Roberta mostra i suoi diamanti e ci dice che ci porta dove si possono trovare.
4. i membri credono che i loro contributi contino
La proposta di Clarita
Le proposte di look create da Clarita e messe a disposizione di tutti gratuitamente a casa di Velas), Clarita fa le sue proposte di look e si sottopone alla valutazione degli altri, che possono scegliere di adottarle o meno, e fare commenti.
5. i membri hanno consapevolezza del grado di connessione sociale con gli altri membri (al limite si interessano alle opinioni degli altri su ciò che loro hanno creato).
Noi tutti…
Tutti i partecipanti alla seconda lezione del corso che su iniziativa di Velas hanno indossato la maglietta fatta da Asian per l’occasione rendono visibile la connessione interna al gruppo, i suoi confini, la sua estensione.
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